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Blood Sucking Freaks - The Incredible torture show


Regia: Joel M. Reed


Se i miei primi due film recensiti erano sconosciuti, qui si va veramente sul pesante. 

Parto col botto dicendovi già subito che per molti è nella top 10 dei film più brutti di sempre (ovviamente non siamo di fronte ad un capolavoro del cinema horror, ma credo esistano cose moooolto meno dignitose).

Sardu (che non è uno di Oristano) è una specie di prestigiatore dell’occulto che fa spettacoli molto (forse troppo) realistici dove vengono torturate dal vivo
giovani donne in ogni modo che la mente umana possa immaginare (alcune vengono usate addirittura come bersaglio per freccette….e ovviamente il bersaglio è il loro lato b!). Il film è tutto così. Idee anche simpatiche buttate un po a casaccio. 

Con il trash presente ci si può riempire una piscina olimpionica e nasce soprattutto per la presenza dell’aiutante di Sardu, un riccioluto nano malefico che fa balletti e taglia mani. 

Vi state chiedendo MA CHE CAZZO DI FILM È, vero?

E non sapete neanche che in questa pellicola potete trovare backgammon con delle dita mozzate come pedine, donne nude usate come comode poltrone, occhi fritti in padella come i Findus del capitano, mani tagliate e, ovviamente, tanto cannibalismo. Tutte scene normalissime per un amante dell’horror che si rispetti, ma a metà film arriva LEI, la scena che non ti aspetti: un medico (che non si sa da dove sia uscito fuori) trapana il cranio di una ragazza per poi succhiare con una lunghissima cannuccia quello che c’è dentro (plasma e pezzettini di cervello, una specie di “stracciatella umana”) e, come se non bastasse, inizia a strapparle tutti i denti per uno scopo abbastanza intuibile (l’hobby tipico della Lewinsky e delle colleghe del pelato di Brazzers).

Tutte le scene citate sopra non sono male ed alcune sono fatte anche bene considerando che il film è stato fatto con gli stessi soldi che guadagna un bambino americano con un chiosco di limonata aperto da due ore!

Uscì nel ’76, ma non lo vide nessuno. Anni dopo la Troma di Kaufman lo ridistribuì, ma non se lo cagò di nuovo nessuno. 

Il problema è che le scene di violenza sono troppo veloci e ci sono troppe parti parlate. 30 minuti di scene più o meno decenti ci sono, ma gli altri 60 sono veramente soporiferi (poi sentirli in inglese, non per scelta personale ma perché la versione italiana NON ESISTE!)

In poche parole è un film di culto per pochissime persone (10 probabilmente, 2 di queste già rinchiuse in manicomio) che ha si delle scene carine ma che con un po’ più di soldi e di mezzi sarebbero venute decisamente meglio.

Insomma, un circo Orfei gestito dal Leatherface di Non aprite quella porta, venuto così così.

Giudizio complessivo: 4.5
Enjoy, (ma forse anche no 😆)

Nicolò Benincà



Film completo



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