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La La Land


Regia: Damien Chazelle


Damien Chazelle torna a proporci un film dove il Jazz è sovrano dopo i suoi precedenti lavori Guy and Madeline on a Park Bench e il meraviglioso Whiplash.

Sebastian è un giovane pianista che cerca di guadagnarsi da vivere suonando jazz in piccoli locali di periferia, spesso costretto ad attenersi alla scaletta e a non lasciarsi guidare dal suo talento. Il suo sogno è quello di aprire un locale tutto suo dove chiunque possa suonare liberamente quello che vuole, purhè sia autentico jazz.
Mia è invece una giovane ragazza da sempre con la passione per il teatro e la recitazione, tanto da spingerla a provare qualsiasi tipo di provino pur di ottenere una parte ma non è così semplice. Per vivere fa la barista a Hollywood e una sera, mentre tornava da una festa con delle amiche, incontra Sebastian in un locale nel quale si stava esibendo, proprio nel momento in cui viene licenziato per aver improvvisato una canzone jazz anzichè suonare le classiche canzoni natalizie.
Da questo momento in poi le storie dei protagonisti si intrecceranno e seguiremo un anno della loro vita, dai primi incontri casuali a qualcosa di più, il tutto con abbondante musica e danza.






Parto col dire che non sono assolutamente nè un intenditore di musical, nè di danza nè di jazz, quindi il mio parere si limita a descrivere il film in sé, trascendendo dai vari tecnicismi che possono essere prettamente musicali.

Detto questo, posso dire che La La Land mi ha piacevolmente sorpreso, sia per quanto riguarda il modo in cui è narrata la storia, sia per il finale che non è assolutamente quello che mi aspettavo.
Partendo dalla struttura narrativa, il film è scandito in stagioni (Inverno, Primavera, Estate, Autunno e Inverno cinque anni dopo), ciascuna che riflette lo stato d'animo dei protagonisti, ad esempio l'inverno iniziale è quando Seb viene licenziato e Mia non viene mai presa ai provini, l'Estate è quando Seb e Mia si innamoreranno follemente.
Il fatto di seguire le vicende dei protagonisti spesso separatamente riesce ad intrattenere maggiormente e a rendere il film più scorrevole. Ovviamente, questa è perlopiù una storia d'amore quindi chi non ama il genere si tenga alla larga, qua non c'è pane per i suoi denti.

Il film, essendo appunto un musical, è ricco di musica con particolare attenzione al Jazz. La passione di Sebastian per il Jazz viene infatti trasmessa anche allo spettatore ma, la sua attitudine troppo radicale al genere, è stata criticata da esperti del settore perchè non rispecchia la vera anima del jazz. Come detto prima, non sono un esperto nel settore ma il suo comportamento, ai fini della pellicola, non crea problemi ma anzi la alimenta, quindi non ci trovo nulla di male in fondo.



Gli attori protagonisti sono davvero perfetti: Ryan Gosling è Sebastian e con il suo charme riesce facilmente ad entrare nel personaggio ed Emma Stone è Mia, ragazza gioiosa e folle, solare ed affettuosa. Ognuno con il passare del tempo si affezionerà ad entrambi i protagonisti che riusciranno ad intrattenerci recitando, cantando, suonando e ballando. Oltre a loro, ci saranno almeno altri due personaggi che ameremo: Keith, un amico di Seb interpretato da John Legend e Bill, il proprietario del locale nel quale all'inizio suonava Seb interpretato da J.K. Simmons. Proprio su quest'ultimo, esprimo una piccola nota di disappunto nell'averlo visto per pochissimi minuti sullo schermo, visto la sua bravura nel sopracitato Whiplash.

La fotografia della pellicola è strepitosa, ogni scena ha un diverso studio delle luci e, in particolar modo durante le sequenze musical, tutto intorno si farà buio ed emergeranno dall'oscurità solo i nostri protagonisti, rendendo il tutto quasi magico.
La colonna sonora, nemmeno a dirlo, è ottima e ogni canzone vi resterà nella mente per parecchio tempo.



Un ottimo film quindi, un film sulla musica e sul cinema stesso, un film che ha ricevuto molta (forse troppa) attenzione da parte dei media, causandogli più un danno che altro, visto che molti, indotti dalla pubblicità, lo hanno visto con aspettative alle stelle e forse ne sono rimasti delusi.

Consigliatissimo agli amanti delle storie d'amore, del buon cinema e del Jazz, non ve ne pentirete affatto.



Giudizio complessivo: 9

Buona Visione,

Stefano Gandelli




Trailer



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