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Perfetti Sconosciuti


Regia: Paolo Genovese


Ognuno di noi ha tre vite. Una pubblica, una privata ed una segreta.

Paolo Genovese con questo film, decisamente il migliore tra la sua produzione, affronta un tema drammaticamente attuale: l’esplorazione della nostra dark side attraverso il contenuto dello smartphone, quello che un eccellente Marco Giallini, nelle prime battute, definisce la “scatola nera della nostra vita”. 



L’intero film si svolge in un appartamento, per lo più a tavola, durante una cena tra tre coppie di amici (Giallini-Smutniak, Mastandrea-Foglietta, Leo-Rohrwacher) ed un single divorziato (Battiston), coinvolti in un gioco singolare quanto diabolico, proposto dalla padrona di casa Eva (Kasia Smutniak). Rendere pubblico per una sera tutto ciò che passa per gli smartphone dei commensali; chiamate, sms, whatsapp e mail vengono letti a tavola, senza remore. 



La sceneggiatura è geniale, finalmente lo spettatore può gustarsi qualcosa di nuovo e in quasi cento minuti non si avverte alcun senso di claustrofobia, nonostante l’attenzione devii per solo pochi istanti dalla sala, per seguire i protagonisti sul terrazzo a vedere l’eclissi di luna. 



La scrittura scorre senza intoppi e non ci sono tempi morti, anche grazie alla prova corale messa in campo dal meglio che il cinema italiano possa offrire al momento. Giallini, Mastandrea e Battiston sono da 10, ma anche gli altri interpreti non sono da meno. 

I momenti comici sono alternati a fasi drammatiche, in un susseguirsi di colpi a sorpresa che lasciano incollati allo schermo, fino al finale a sorpresa. 

Anche se certe situazioni sono volutamente e visibilmente troppo calcate, "Perfetti Sconosciuti" lascia nello spettatore un senso di vuoto e di angoscia ed è senza dubbio uno dei migliori film italiani degli ultimi vent’anni. Una pellicola che fa riflettere e che ci consegna l’istantanea di una società che sembra aver passato un punto di non ritorno.

Giudizio complessivo: 8
Buona visione,

Stefano Bertuccioli


Trailer



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