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Where The Dead Go To Die


Regia: Jimmy ScreamerClauz


Allora, non so nemmeno come iniziare questa recensione.

Partiamo col dire che lo stesso regista, Jimmy ScremaerClauz, ha ammesso di aver assunto sostanze durante la realizzazione del film (e a giudicare dal prodotto finale, penso che di sostanze ne abbia assunte anche troppe).

Ma di cosa parla questo film? A dire la verità sono tre le storie che ci racconta, tre capitoli che seguono le vicende di tre ragazzini che abitano nello stesso quartiere e sono perseguitati da un cane demoniaco che li spingerà a commettere azioni terribli e gli farà fare viaggi allucinati a cavallo tra incubo e paranoia.

Non voglio raccontare altro della trama per non rovinare la sorpresa, è un film da gustare secondo per secondo.

La prima cosa che si nota è la scelta di girare il film usando un animazione davvero grezza, che sembra uscita da una Play Station 2 posseduta da Belzebù in persona. La scelta, a detta del regista, è stata puramente estetica, per conferire un senso “vintage” ad un film comunque recente (uscito nel 2012). La scelta comporta però due aspetti, uno negativo e uno positivo: quello negativo è la “stranezza” e la difficoltà con il ruscire a tollerare una computer grafica così volutamente grezza e semplice, contenente degli errori sui volumi e sulla fisica degli oggetti; il lato positivo è che il film, se fosse stato girato in versione live-action oppure con una grafica più realistica, probabilmente sarebbe stato insostenibile e mai distribuito in giro per il mondo.

Il film infatti, nonostante sia un film d’animazione, è davvero iper-violento e grottesco, un film che racchiude tutto quello che possiate pensare di marcio, inquietante e sbagliato, un viaggio allucinato nella mente bipolare del regista. 

Più che un film lo definirei un esperienza, un viaggio da fare però solo se si è disposti a soffrire un po’ e non si è particolarmente sensibili perché vi garantisco che nel film di cose malate ce ne sono parecchie.

Il film, purtroppo, è disponibile al momento solo in lingua inglese e senza sottotitoli in nessuna lingua e questo (almeno per me che non conosco alla perfezione l’inglese) è stato un piccolo ostacolo che comunque è sorvolabile, infatti il senso del film sarà chiaro anche se non tutti i dialoghi verranno compresi fino in fondo. 

Sempre riguardo al sonoro, è necessario spezzare una lancia in favore del doppiaggio che è davvero inquietante e macabro (eseguito in parte dallo stesso ScreamerClauz) e si sposa alla perfezione con l’aria marcia della pellicola.

Insomma, questo non è assolutamente un film per tutti ma lo consiglio vivamente a coloro che sono stufi delle solite visioni e vogliono addentrarsi nei meandri più oscuri del cinema, un esperienza che consiglio di fare almeno una volta nella vita.

P.S.: Come sempre in questi casi il voto va contestualizzato nel genere estremo, poiché un paragone con dei film “normali” è quasi impossibile, oltre che inutile. 


Giudizio complessivo: 9
Buona Visione,

Stefano Gandelli



Trailer



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