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Alice


Regia: Jan Svankmajer




Alice di Jan Svankmajer è la versione creepy di Alice Nel Paese Delle Meraviglie targato Disney. La trama di questo film infatti è abbastanza simile a quella del libro del signor Carroll ma non abbiamo toni leggeri e scanzonati ma piuttosto angoscianti e macabri.
Il film infatti è caratterizzato da un’aura spettrale, sarà come trovarsi dentro l’incubo di Alice che si trova prigioniera di un mondo che non la vuole.


Il film unisce in maniera davvero eccezionale live action e stop motion, ed in particolare quest’ultima è una delle migliori che ci sia in giro. A differenza infatti dei soliti film che utilizzano questa tecnica, Svankmajer riesce ad animare praticamente qualsiasi cosa, da foglie ad animali imbalsamati, da calzini a marionette e carte da gioco. Quello che ne risulta è un film nel quale ogni cosa può potenzialmente prendere vita ed ogni cosa risulta più inquietante della precedente.

Il bianconiglio infatti è un coniglio impagliato con due occhi di vetro che si nutre di segatura, il brucaliffo un calzino con una dentiera, il cappellaio matto una marionetta in legno e così via.


I personaggi nel complesso risultano davvero inquietanti ma, la cosa più terrificante del film è il sonoro. La colonna sonora infatti è totalmente assente e i dialoghi sono solo una manciata sparsi per tutto il film: le scene quindi alterneranno silenzi tombali a rumori striduli che faranno accapponare la pelle. 

In aggiunta a questo, sono presenti scenografie davvero…strane: case abbandonate, case giocattolo, prati, stanze vuote e teatrini delle marionette, scenari che si scambieranno tra loro senza un filo logico ma che hanno in comune l’aspetto tetro e fatiscente che, unito al silenzio di cui sopra, ci farà sentire come se fossimo soli nel mondo.

Per gustare il film appieno consiglio la visione in solitaria, senza nessuno accanto a voi, così da potervi immergere nella follia surrealista di questo genio dell’animazione. Un film che, nonostante non sia proprio un horror, consiglio a chiunque voglia provare un senso di solitudine misto ad angoscia tramite una pellicola di ormai 30 anni fa.

Giudizio complessivo: 8.4
Buona Visione, 

Stefano Gandelli



Trailer


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