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Campioni Di Razza



Regia: Christopher Guest


Trama iniziale

Ogni anno ormai da una lunga tradizione si svolge a Philadelfia un raduno canino tra i più ambiti. Per questa due giorni di fiera arrivano cani di razza da tutti gli Stati Uniti ed è con il tempo diventata una manifestazione di assoluto richiamo. I proprietari sfoggiano i loro esemplari con grande orgoglio e con un pizzico di agitazione visto che si sono preparati per un anno intero e siccome ambiscono al premio quasi ne andasse della loro vita. 


Conosciamo dunque alcuni di questi padroni così amorevoli, dapprima nella loro vita di tutti i giorni, quindi in viaggio verso la fiera. Ognuno di essi ha una propria spiccata personalità, che a specchio si riflette sulla sua controparte canina, ognuno quindi esprime una sfaccettatura differente della stessa mania verso il cosiddetto miglior amico dell'uomo

Intanto in città fervono i preparativi, siccome ogni dettaglio deve rispettare una rigida liturgia per garantire la massima serietà. Anche gli alberghi si preparano al meglio per questo evento che capita solo una volta all'anno e che affolla le loro stanze di partecipanti e anche di semplici appassionati..


Eugene Levy, Cathrine O'Hara
Recensione no-spoiler
Questo film stava quasi per riuscire a farmi saltare i nervi dalla piattezza e dalla noia. Per fortuna non si è spinto a tanto, ma giuro che è mancato poco che lo chiudessi e ne scegliessi un altro, andando contro la mia regola finora mantenuta di finire un film qualsiasi cosa vi succeda. Quindi sappiate che mi sono trascinato fino al finale con una certa sofferenza.

L'ho approcciato pensando fosse una commedia, come da copertina, nulla di più lontano dalla realtà: in soldoni vuole parodiare l'ambiente malato delle competizioni canine, ma non lo fa in maniera palese. Per quanto infatti l'intento caricaturale sia per me evidente, chissà, potrebbe non essere tale per gli stessi esaltati di cui ci si prende beffa. L'ironia dunque non è esplicita, ma assai sfuggente, tanto che giuro di non aver mai riso neanche una volta. Certo, il regista e gli attori (che hanno improvvisato buona parte delle scene) hanno infarcito la pellicola di scene buffe e battute al limite dell'idiozia, tuttavia mi è proprio mancato il sorriso. A momenti mi stavo pure per incazzare.
Christopher Guest

L'unico motivo che mi ha spinto a continuare la visione è stata la curiosità di sapere fino a che punto si sarebbe spinta la storia, aspettando invano un cambio di veste. Christopher Guest, che è anche uno dei protagonisti (il padrone del segugio) aveva davvero intenzione di girare in questo modo il film, incentrandolo su un sarcasmo sottile ed arguto? Può anche essere, però che noia. Nel senso, non consiglierei mai di perdere il proprio tempo per guardare questa roba.

Oltretutto non succede neanche granché: preludio alla manifestazione, manifestazione, breve epilogo. Con una lentezza e una inconcludenza che fanno davvero precipitare i testicoli nel sottosuolo. Almeno qui si poteva e si doveva fare molto di più. Avrei digerito tutto il resto per arrivare a una sufficienza, ma se manca la trama non posso che prenderne atto.

A ricoprirsi di ridicolo in questa pellicola troviamo Eugene Levy, mai una volta che abbia una parte seria mi raccomando, Cathrine O'Hara, l'indimenticabile quanto distratta genitrice di Mamma Ho Perso L'Aereo, e altri attori di medio calibro che hanno riempito delle loro dimenticabili presenze numerosissimi film degli ultimi 20 anni.



Consigliato esclusivamente a chi è dotato di un senso dell'umorismo davvero bizzarro e che potrebbe trovare divertente la demenzialità di questa pellicola; sconsigliato a chi una testa ce l'ha sana e che quindi si tiene ben lontano da certi esaltati e dai film che li ritraggono.



Giudizio complessivo: 5.5

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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