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The Lost Honour Of Christopher Jefferies


Regia: Roger Michell


Trama iniziale

Il signor Christopher Jefferies è un professore di letteratura ormai in pensione da 10 anni. Vive da solo in uno stabile di Bristol e possiede altri appartamenti nel suo edificio. In uno di questi ha da poco affittato la casa a una giovane coppia, due architetti da esterni.

Trascorre il tempo studiando il francese con l'obiettivo di conseguire una seconda laurea e spesso si concede qualche serata conviviale con gli amici. Un giorno il vicino gli chiede dei cavi per far ripartire la batteria della sua auto e lui gentilmente si adopera per aiutarlo. Rimessa in moto, il giovane lo saluta dicendogli che starà via per qualche giorno.

Al suo ritorno però in casa non trova più la sua compagna, scomparsa nel nulla senza portare via nessun effetto personale. Susciterà clamore il ritrovamento del suo cadavere qualche chilometro più in là. La grande pressione mediatica di questo caso metterà fretta alla polizia che, in cerca di un colpevole, tratterrà il signor Jefferies per un accurato interrogatorio.

Ma quello che il professore non può sapere, vuoi perché è tenuto in custodia, vuoi perché di solito non segue i notiziari, è che la stampa e la televisione lo hanno già colpevolizzato infangandolo con storie del tutto inventate. Motivo per cui quasi tutte persone a lui vicine, sebbene non coinvolti dalla vicenda, faranno finta di non averlo mai conosciuto. Per fortuna i pochi amici rimasti hanno conoscenze influenti che gli affiancano uno dei migliori avvocati del paese...



Recensione spoilerosa

Decisamente un film fuori dagli schemi. Che poi, a essere pignoli, un film non lo è neanche: tecnicamente sarebbe una miniserie di due episodi, godibili tranqullamenti in un unico sorso. Per chi non conoscesse l'inglese, il titolo che non ha una traduzione italiana ufficiale significa 'L'onore perduto di Christopher Jefferies'.

Le vicende e il personaggio potranno non interessare a molti, d'altronde è una questione di gusti personali, io invece ho seguito con grande attenzione lo svolgimento. La storia mi aveva convinto già di suo, ma a fine visione ho scoperto trattarsi di un fatto realmente accaduto e quindi ecco che ho apprezzato ancor di più quest'opera. In fieri il mio interesse riguardava lo scoprire fino a che punto si sarebbe spinto il sistema giudiziario nei confronti di una persona palesemente innocente. Per un attimo ho pensato che di lì a poco avrebbe ceduto sotto i colpi dell'interrogatorio e avrebbe confessato un'omicidio che non ha mai commesso. 

Ho formulato due chiavi di lettura per questo tragico racconto: una è quella più banale, che mira a spiegare il dramma umano di un cittadino modello perseguitato dalla giustizia; l'altra, meno palese, è un'aspra critica al mondo dei tabloid che con i loro articoli scritti senza basi solide ma solo alla ricerca dello scoop, hanno distrutto la vita di un uomo. Comunque la si veda, secondo me sono tematiche forti su cui almeno una volta nella vita bisognerebbe riflettere. Fino a che punto un'indagine di polizia si può spingere? Fino a che punto bisogna lasciarsi andare al pregiudizio? Fino a che punto siamo condizionabili dai media? Con una tematica molto affine raccomando di non perdervi Il Sospetto, una pellicola danese che secondo me vale ancor di più.

Passando al lato tecnico, la fotografia colpisce per le inquadrature spesso in primo piano, a cogliere anche le minime variazioni nel viso dei personaggi. Durante gli interrogatori anche io mi sentivo a disagio, mi sono immedesimato del tutto nel protagonista

L'interpretazione di Jason Watkins merita un'applauso, perché sono convinto che abbia una personalità all'opposto del personaggio che ha interpretato. Tanto è vero che ha vinto il premio BAFTA, l'Oscar d'Oltremanica, come miglior attore protagonista del 2015. Suggerisco quindi la visione in lingua originale per chi ne è in grado, per tastare con mano la bravura dell'attore, ma devo ammettere che il doppiaggio italiano qui si è superato. Si coglie infatti tantissimo dalla voce il lato snob di Jefferies, un aspetto cardine per l'intero film.


Consigliato ai curiosi che vogliono conoscere un storia tanto tragica quanto assurda; sconsigliato a chi si annoierebbe nel vedersi davanti tutto il tempo un personaggio che decisamente non buca lo schermo.



Giudizio complessivo: 7.5

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer



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