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La Scomparsa Di Alice Creed


Regia: J Blakeson


Recensione spoilerosa
Grandissimo film davvero, una sorpresa incredibile dato che non ne avevo mai sentito parlare fino a quando non ho pigiato play ed è iniziato La Scomparsa Di Alice Creed, che avevo liquidato in partenza con un banale thrillerino d’intrattenimento e che invece mi ha lasciato piacevolmente soddisfatto.

La lunga fase iniziale, dove non viene spiaccicata manco l’ombra di una parola, costringe già a seguire la faccenda con un certo interesse che va via via crescendo nel tentativo di scoprire quali siano le reali intenzioni di quei due loschi figuri che all’inizio, con quelle facce, non è che sembrino dare garanzia di acutezza e abilità tecnica per gestire una situazione simile a quella che probabilmente si troveranno davanti da lì a poco.
Quando poi la vicenda sembra incanalarsi verso un classico rapimento con previsto riscatto, ancora si ha la percezione di un prodotto destinato con tutta probabilità a restare nell’anonimato. Ma ben presto iniziano una serie di colpi di scena che cambiano radicalmente il giudizio.



>ECCO DA QUI INIZIANO SPOILER PESANTI E AMMAZZAFILM PER CHI LO VOLESSE VEDERE<
Già il fatto della conoscenza tra la ragazza ed uno dei rapitori (con annessa spiegazione sul perché sia stata scelta proprio lei) è una discreta svolta nella faccenda, che prende una piega ancor più contorta ed interessante quando viene fuori la presunta storia d’amore in corso proprio tra i due rapitori.

Da lì in poi tutto il film gioca sui sentimenti dei 3 protagonisti, che nel giro di pochi secondi passano a turno (e più volte per altro) da vittima a carnefice, finendo poi per comportarsi praticamente nello stesso modo. Tutti infatti a rotazione finiranno per implorare pietà nei confronti dell’uno, tentando magari di fregare quell’altro, in un giro di alleanze e tradimenti che ci porta dritti fino all’epilogo, mettendo in luce in alcuni casi comportamenti un po’ troppo tendenti alla coglionaggine, anche se fa parte del gioco (mi riferisco in particolare alla scena dei due nel bosco dove se lo stanno a menare un po’ troppo effettivamente).

E arriviamo quindi alle considerazioni sul finale. Personalmente , durante la visione, avevo già esultato quando ho visto uscire Danny dal capanno, credendo quasi sicuramente che avrebbe lasciato dentro entrambi; se poi l’ultima inquadratura fosse stata di lei intenta in un ultimo tentativo di arrivare alle chiavi (non riuscendo nell’impresa per centimetri), avrei senz’altro urlato al capolavoro. Ma il film ci ha abituato ad una serie di colpi di scena, come dicevo in precedenza, per cui anche qui non succede quello che sembrava ormai inevitabile e inizialmente devo ammettere che la delusione era forte. 

Delusione che inizia a scemare quando lei ritrova la macchina e lì prende corpo l’idea di un altro finale, anch’esso interessante anche se forse non così incisivo come quello paventato precedentemente. Questa volta ci abbiamo visto giusto e nel complesso ci possiamo ritenere più che soddisfatti, anche perché così il titolo del film assume pure un maggiore 
significato.


Gemma Arterton

Nel complesso però il film è strepitoso se si pensa al fatto che è stato girato praticamente tutto all’interno di una casa e di un capanno e con soli 3 attori senza manco comparse (un dato questo a cui non ho fatto neppure caso durante la visione, ma che mi è indubbiamente balzato all’occhio nei titoli di coda quando alla voce cast sono comparsi solamente i 3 nomi dei protagonisti).
Soldi spesi pochissimi, resa altissima.

Straconsigliato.




Giudizio complessivo: 8.5

Buona visione e alla prossima,

Luca Rait




Trailer




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