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Il Profumo - Patrick Suskind


di Patrick Suskind


Il testo è intrigante già dalle prime pagine.
Porta in tempi e luoghi lontani da ora, in situazioni di estrema indigenza e povertà, dove vivere è una scommessa con il caso. Una vita si forma, un bambino nasce, per caso non muore, per caso vive, fra pericoli di ogni sorta, fra il disprezzo e il ribrezzo che provoca in chi dovrebbe curarlo anche se non certo amarlo.
Cresce e vive con una cocciuta e resistente volontà, incurante dei mali che lo affliggono e del suo aspetto deforme, della mancanza di pietà che non suscita. Lui è attaccato alla vita come una cozza attaccata allo scoglio, si nutre di odio e di miasmi, di ingiurie e di rifiuti, mai una carezza mai uno sguardo benevolo si posa su di lui.

Diventerà bambino, e poi ragazzo e poi giovane uomo, ma non ci saranno molti cambiamenti nel suo aspetto che sarà sempre come rinsecchito e contorto. Sarà mandato a lavorare in una conceria dove svolgerà i compiti più umili e degradanti, dormirà in giacigli sporchi e maleodoranti, non avrà amici sarà solo con se stesso. 

Continuando il suo lavoro nella conceria imparerà a distinguere gli odori delle pelli trattate e poi dei prodotti per la conciatura, e nei momenti di allontanamento dal luogo di lavoro si accorge che intorno a se altri odori e altre essenze circolano nell'aria. Sentirà nettamente la differenza fra un'erba e un'altra, comincerà a raccogliere dentro di se ogni piccolo sentore di odore che percepirà nell'aria e quel sentire aromi, profumi, puzze, diventerà per lui rifugio e scuola, sarà la sua ricchezza, il suo sguardo sul mondo, capirà col tempo che il suo naso sarà il passaporto per il suo avvenire, sarà lo strumento col quale potrà fare ciò che vuole.

Il racconto coinvolge e stupisce, il protagonista non suscita simpatia, è come se l'autore scrivendo ci metta davanti agli occhi la nostra parte cattiva, quella senza speranza di redenzione. 


Jan-Baptiste Grenouille (il nome del protagonista) è brutto e cattivo e così deve essere non c'è scampo, né per lui né per chi lo avvicina. Mi piacerebbe sapere se queste poche note possano spingere qualcuno a leggerlo, se riesco a suscitare curiosità.

Comunque lo consiglio perché per l'originalità del testo e perché è scritto bene e tutto il prcorso di vita di Jan-Baptiste è ben chiaro. E' come se l'autore già dall'inizio non volesse nascondere niente. Come se ci dicesse: ecco voglio raccontarvi una brutta favola, la volete sentire?



Antonietta Panzera



(ndr: dal libro è stato tratto il film Profumo - Storia Di Un Assassino)

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