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The Island


Regia: Michael Bay

The Island è un thriller-fantascientifico del 2005, diretto da Michael Bay.

Questo film sente fortemente l'influenza di Matrix (1999), dal quale cita e riprende parecchi temi ed elementi, giocando sul concetto di realtà e illusione, e senza nasconderlo troppo. 

La pellicola è ricca di difetti: dalla regia, estremamente caotica nella seconda parte, alla sceneggiatura, ricca di forzature e dialoghi inutili, fino agli effetti speciali, ai livelli dei primi giochi per PlayStation 1.

Ma andiamo con ordine. 

Il film può essere suddiviso in due tronchi narrativi.

Il primo si svolge all'interno di una struttura ipertecnologica dove risiedono i "sopravvissuti" all'apocalisse e, nonostante la CGI pregiurassica, risulta molto interessante, con Ewan McGregor e una giovanissima Scarlett Johansson molto in parte. Perfino la storia, seppur ricca di forzature, comincia ad appassionare lo spettatore. 

Ci viene infatti mostrato che l'apocalisse non è altro che uno stratagemma per far credere agli abitanti della struttura che fuori da lì il mondo sia devastato e che una nube tossica abbia sterminato ogni forma di vita, e che dunque in quel luogo siano completamente al sicuro. La realtà è ovviamente ben diversa, poiché essi non sono altro che cloni di persone che vivono nel mondo reale, una polizza assicurativa qualora questi ricconi (sì, per permettersi di avere un clone bisogna sborsare la modica cifra di cinque milioni di dollari) avessero bisogno di un trapianto di organi, un utero in affitto e/o simili. 

Tutto ciò sotto l'egida del Dottor Merrick, interpretato da Sean Bean (il Boromir de Il Signore degli Anelli), medico visionario e senza scrupoli che ha dato vita a questa macchina da soldi. E qui il film si pone un problema di carattere etico in ambito medico-scientifico, per quanto concerne la sperimentazione sugli essere umani al fine di poter curare ogni tipo di malattia: il riferimento agli esperimenti portati avanti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale è evidente e meriterebbe un più ampio sviluppo, cosa che, purtroppo, non avviene. 

Infatti arriviamo al secondo tronco narrativo. Siamo di fronte ad un film completamente diverso: da che ci trovavamo a vedere un film fantascientifico che cerca di non prendersi troppo sul serio, si passa ad un minestrone di azione, superficialità e noia mortale, senza il benché minimo sviluppo dei personaggi principali e secondari. Il cattivo è cattivo perché è cattivo, i buoni devono salvare il mondo, senza che si capisca perché abbiano questa vena eroica. Stop.

Per un momento ho pensato di stare a vedere uno dei milioni di sequel di Transformers (e senza robottoni!). 

La regia, che alterna primi piani a campi lunghi, fa venire la nausea, trama e messaggio del film vengono completamente gettati nella spazzatura. 

Lo sceneggiatore, Alex Kurtzman, che successivamente lavorerà nel franchise dei Transformers, ha gettato alle ortiche un film che potenzialmente poteva valere molto di più, ed il "successo" che ha avuto negli anni successivi della sua carriera ne dimostra la scarsa capacità di scrittura.

La pellicola lascia l'amaro in bocca, un'idea che non viene sfruttata, attori del calibro di Sean Bean relegati al ruolo di macchiette. Finale insulso, inutile, che lascia solo grande irritazione. 2 ore e 10 di film, pesantissime nella seconda metà.

Detto tutto ciò, se la prima parte del film merita un 7-7,5 per l'idea e un cast che cerca di fare del suo meglio, la seconda brucia e smonta quanto di buono è stato prodotto e si aggiudica un bel 3.

Giudizio complessivo: 5
"Buona" visione,





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