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La Sostanza


Regia: Federico Maria Del Vecchio

È con grande piacere che oggi voglio parlare di questo cortometraggio, 8 minuti di riproduzione (e chissà quanto tempo per realizzarlo) che segnano l’esordio dietro la macchina da presa di Federico Maria Del Vecchio.

Che poi, come si legge nella presentazione del progetto sul suo profilo Instagram, gli unici mezzi utilizzati per le riprese sono stati un IPhone 8 e una Canon Legria HF R606 che, sicuramente ben manovrati, hanno saputo offrire una resa ottimale. Alcuni passaggi poi sono davvero pregevoli, specialmente gli stacchi sui primi piani dei protagonisti.

Ciò che contraddistingue il cortometraggio è la componente realistica che lo anima, visto che è proprio questo che ci troviamo di fronte; vengono infatti mostrate 3 “storie”, che più che altro sono 3 momenti di vita vissuta tra i quali non c’è alcun nesso apparente, tanto che se uno fa finta di non aver letto il titolo è inevitabile pensare a che diavolo si voglia far riferimento (ammesso che poi un filo logico ci debba essere per forza e non è sempre così scontato).

Ma se invece il titolo lo si è letto e si ha qualche breve infarinatura di filosofia, ecco che si può collegare il tutto al concetto di “Sostanza” tanto caro a Baruch Spinoza (il filosofo intendo, non quelli del blog mannaggia a voi che siete poco studiati e state sghignazzando nascosti nell’ultimo banco), come poi viene sottolineato dalla chiosa finale, con tanto di citazione.

E si perché “La Sostanza è ciò che è in sé ed è concepito per sé”, se infatti dipendesse da un’altra cosa non sarebbe più sostanza e così via...ma non voglio avventurarmi troppo all’interno di questa faccenda che, sebbene molto intrigante, è ben più complicata di quanto si possa pensare. Se comunque foste incuriositi, l’argomento è parecchio interessante e meriterebbe di certo uno sviluppo.

Probabilmente poi, nonostante la breve durata, vi saranno altri significati o riferimenti che io non ho colto fino in fondo e che eventualmente spero che lo stesso Del Vecchio possa approfondire qualora lo vorrà. 

Alcune immagini (e qui mi ricollego al concetto di realismo) non sono per tutti e mi riferisco principalmente alla prima sequenza (ringraziamo a tal proposito il pennuto che si è sacrificato per noi 😄), che poi di per se non mostra nulla di diverso da ciò che accade continuamente nella vita reale. L’accompagnamento con la musica di sottofondo (Una Furtiva Lagrima di Enrico Caruso) è azzeccato e contribuisce all’impatto forte che la scena stessa genera sullo spettatore.

Che dire, mi fermo qui perché non voglio che la recensione duri più dell’intero cortometraggio, limitandomi a ricordare che, avendo sempre trovato interessante la materia, questo lavoro mi ha fatto venir voglia di riguardarmi ed approfondire il concetto ivi sviscerato, per cui consiglio la visione a tutti voi che avete un minimo di voglia di aprire la mente.

Buona visione,



Trailer



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