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Guinea Pig 1 & 2


Regia: Satoru Ogura, Hideshi Hino



GUINEA PIG: THE DEVIL’S EXPERIMENT

Una donna, tre rapitori e torture a non finire.

Questa è la trama del primo capitolo di Guinea Pig, famigerata saga diventata famosa per lo stile simile allo snuff ed effetti speciali incredibilmente realistici. In questo primo capitolo vedremo una povera ragazza rapita che, mano a mano, sarà vittima
di violenze fisiche e psicologiche, alcune delle quali davvero insostenibili (la scena delle unghie e quella finale non saranno per niente facili da dimenticare). 

Il film è suddiviso in capitoli, ognuno intitolato come la tortura che la protagonista sarà prossima a subire: si parte dagli schiaffi, si passa ai calci, a rumori assordanti, alle pinze, ai vermi e a tante altre cose che non racconto per non rovinare la sorpresa.

Gli effetti speciali come detto in precedenza sono davvero, davvero, davvero ben fatti (anche troppo) e risultano sempre terribilmente realistici. Nonostante questo grande pregio (almeno per questa particolare tipologia di film) il film presenta molti difetti, o quanto meno aspetti che mi hanno dato fastidio. Il principale di questi è la reazione che la vittima ha mentre le vengono inflitte le torture: mentre le strappano le unghie a malapena emette versi, quando le tirano addosso pezzi di carne ed interiora di animali urla come un’ossessa, e questo tipo di reazioni assolutamente non spontanee risultano davvero fastidiose. Le spiegazioni possibili sono due: la donna è l’attrice peggiore del mondo (probabile) o forse il regista mediante il silenzio delle torture vuole farci concentrare totalmente sull’atto violento in sé, togliendo l’empatia con la protagonista. Nel film infatti non proveremo alcuna pietà per la poveretta, anzi, ci darà sui nervi il suo modo di reagire.

La colonna sonora è praticamente assente e l’unico sonoro è quello della carne che si lacera (effetto amplificato e migliorato nel successivo capitolo).

Nonostante la breve durata (circa 40 minuti, come tutti gli altri episodi della saga), riesce davvero a scandalizzare e impressionare, consigliato solo agli stomaci forti e a chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo.


VOTO: 8/10

P.S.: il voto è da contestualizzare nel genere horror estremo, non va preso in senso assoluto.





GUINEA PIG 2: FLOWERS OF FLASH AND BLOOD

Secondo capitolo della celeberrima saga, ci farà seguire le vicende di una donna rapita, sedata e torturata fino alla morte, in quaranta minuti di pura follia omicida e sadismo ai massimi livelli. Il nostro killer è un signore di mezza età travestito da samurai e, nonostante l’aspetto buffo, riesce ad incarnare, forse, la tradizione del Giappone che in questo film (cosi come nel precedente) sottomette donne indifese, all’interno di una società prevalentemente maschilista come quella nipponica.

L’attore Charlie Sheen, dopo aver visionato la pellicola, era convinto di aver appena guardato uno snuff-movie vero e proprio conclusosi con un omicidio e denunciò il fatto all’FBI che, dopo varie indagini, scoprì che erano solo effetti speciali fatti davvero bene. Grazie Charlie Sheen per aver dato popolarità alla saga!

Il sonoro è perfetto: ci permetterà di sentire lo stridore delle ossa e il rumore della carne che si lacera, rumori sordi immerso nel silenzio assoluto. Una sorta di macabra poesia creata dal killer samurai e letta nella parte finale del film, dando un senso poetico ad una pellicola altrimenti crudele e marcia. Il film però ha parecchi punti deboli come la mancanza di empatia (già vista nel primo episodio), l’atmosfera trash e la breve durata della violenza.

Per “breve durata della violenza” intendo che la violenza vera e propria si vede solo dopo 20 minuti di introduzione assolutamente superflua (dal momento che il film non ha una trama) e le scene violente, per quanto ben fatte, sono comunque poche e molto simili tra loro.

Questo secondo capitolo quindi non offre nulla di nuovo, piuttosto un approfondimento di quanto già visto nel primo capitolo e da vedere solo se si ha passione per il genere horror-gore.


VOTO: 6/10




Buona visione,

Stefano Gandelli



Trailer



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