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Eraserhead


Regia: David Lynch


Fino ad Eraserhead, David Lynch era rimasto fuori dalla mia vita cinematografica, un po’ per caso e un po’ per scelta, dato che volevo essere pronto per il battesimo. E come inizio non potevo che scegliere questo film, visto per la prima volta una decina di anni fa e rivisto più recentemente sempre con la stessa ammirazione.

Un film a dir poco allucinante, non mi vengono altri termini che lo descrivano meglio, dove i capelli del protagonista sono forse la cosa più normale che si incontra durante i 90 minuti di visione.

Ecco appunto spendiamo due parole per il protagonista, quel Henry Spencer, straordinariamente interpretato dal povero Jack Nance (che se ricordo bene se n’è andato in tragiche circostanze), sulle spalle del quale viene costruito tutto il film. Il suo volto è impossibile da dimenticare in tempi brevi e vi accompagnerà per molto tempo anche dopo la visione.

La mostruosa creatura, simpatica e frignona allo stesso tempo, riesce perfino ad infondere un po’ di tenerezza ed è stata fuor di dubbio una fonte di ispirazione più o meno chiara per molti registi. Mi riferisco in particolar modo a quel Buddy Giovinazzo che, senza manco farsi troppi scrupoli, ne ha riprodotto una versione pressochè uguale nel bellissimo Combat Shock, altro filmone che senza alcun dubbio consiglio di vedere al più presto.


Il resto è un lungo e prolungato delirio, che non voglio manco stare a spiegare, perché tanto non ne sarei capace e in ogni caso le interpretazioni sarebbero davvero molteplici, oltre che inutili, dato che l’unica possibilità che si ha davanti a prodotti come questo è quella di contemplarli in religioso silenzio senza porsi troppi quesiti. Certo è che qui Lynch esagera davvero, tanto che il film non è chiaramente facile da vedere se non si è appassionati di questo genere di cinema.

Tutto ciò viene realizzato in maniera sublime attraverso un’accurata selezione di suoni, incubi pazzeschi, visioni ancor più pazzesche, immagini piuttosto disturbanti, versi scomposti della suddetta creatura, personaggi incredibili (ma come cacchio fai a pensare alla donna nel radiatore???) e scene a dir poco mitiche.


Forse catalogarlo come un capolavoro è un po' troppo, ma onestamente non trovo altre definizioni che meglio gli si addicano. Trovo infatti che questo sia il miglior prodotto Lynchiano, superiore sia a Mullholland Drive sia a “The Elephant Man”.

Correte a vederlo, che cazz. state aspettando???

Giudizio Complessivo: 10
Enjoy,

Luca Rait



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