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Gea - Luca Enoch



Inizio la sezione Fumetti con uno che mi sta particolarmente a cuore, Gea di Luca Enoch.
Mi sono sempre piaciuti i fumetti, fin da piccolo divoravo interi Paperino e vari Zio Paperone (odiavo Topolino non so perché) che avevo in casa;

Raggiunta l'età adolescenziale sono passato a Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystere...in età adulta è rimasto solo il vecchio Dylan, fino a quando un amico mi ha passato il Baluardo e Il Corteo Di Dioniso, visionati una volta non ho potuto fare altro che rileggerli una seconda e decidere di finire la serie.


Intanto c'è da precisare che questo capolavoro Enoch lo ha curato da solo, ovvero ha creato il soggetto, la sceneggiatura, i disegni e le copertine, insomma il vecchio detto chi fa da sè fa per tre non fu mai più azzeccato, ovvio che ne risentiva almeno la periodicità dell'albo, che infatti usciva semestralmente. 


C'è da aggiungere poi che differentemente ad altri tipi di fumetti, quelli creati da Enoch tendono a finire, la saga di Gea è composta soltanto (ahimè) da 18 pubblicazioni, altra caratteristica importante è che il personaggio ha una sua 

evoluzione, non rimane sempre uguale come accade per esempio con Dylan Dogma cresce, matura, si sviluppa e si trasforma in qualcosa di differente.

All'inizio Gea è una ragazzina che suona il basso in una rock band che fa le cover dei cartoni animati, l'unica cosa che la distingue dai suoi coetanei è che nel tempo libero deve vegliare sulla nostra amata Terra, respingendo creature che provano a passare nella nostra dimensione. Non è la sola in questa impresa viene aiutata da altri Baluardi come lei. 

Per migliorare le sue doti di picchiatrice prende lezioni di kendo e di scherma, ed ha come amico un gatto nero di nome Cagliostro che le indica quando qualcuno ha oltrepassato il nostro confine dimensionale.

Già questo basterebbe per creare un infinito numero di albi, ma come ho precisato la serie dura molto poco, in più la dinamicità dei personaggi, riesce a regalare una sensazione di nuovo in chi era abituato come me a personaggi statici, tutti gli amici di cui Gea si circonda, tutti i nemici con cui Gea combatte, hanno la loro evoluzione, la ragioni di questa guerra di cui Gea è soldato, non stanno mai da un unica parte, in buoni diventano cattivi ed i cattivi diventano buoni, senza però deturpare il personaggio iniziale, l'evoluzione psicologica non è mai immatura o improvvisa, ma graduale e studiata a perfezione in maniera che risulti naturale.

Non mancano di certo i momenti di ilarità, alcuni personaggi sono stati inseriti volutamente per alleggerire la storia e renderla più fruibile, non manca soprattutto il sociale, Enoch riesce ad inserire temi come la xenofobia, l'omofobia, la difficoltà di vita dei non completamente abili, la discriminazione nelle sue storie, senza mai rovinare l'equilibrio incredibile che è riuscito a creare nel fantastico mondo di Gea, ovvero questi inserimenti non fanno da cornice bensì si fondono col tutto.

I nemici di Gea e le creature che incontra sul suo cammino, sono studiate meticolosamente per essere inserite a perfezione nelle storie, sembra quasi che ciò che noi abbiamo letto o che sappiamo delle abitudini di creature mitologiche siano effetti di sviluppi vissuti da quest'ultime, nel mondo di Gea.


Il fumetto è pieno anche di citazioni, omaggi e poesie, tutto miscelato in maniera eccellente, si fondono insieme anche religione, esoterismo, magia e libertà sessuale, la nostra cara eroina nonostante ami un suo amico, non disdegna assaggiare altri uomini.


Ad un certo punto nella serie di Gea accade l'inevitabile, ovvero accade ciò che nelle altre serie viene sempre scampato grazie all'aiuto dell'eroe di turno, qui i nostri Baluardi/eroi falliscono e la guerra ha inizio, le convenzioni sociali spariranno, il denaro, le case, la civiltà tutta verrà ridisegnata e ripensata, o almeno, l'audacia di Enoch lascia intendere..

Il fumettista non azzarda più di tanto nel ripensare la società nuova, preferisce lasciare al lettore il libero arbitrio nell'immaginarla, ogni cosa è messa in dubbio, la vita, la morte, i sogni, tutto si mischia, senza però confondere o deludere chi legge.

Dall' albo numero 9 fino al 18, la storia prende il suo tratto più interessante ed intenso, lo sviluppo degli accadimenti in ordine esponenziale regala momenti unici
Gea ed i suoi compagni di viaggio dovranno tirare le conclusioni e la grandezza di Enoch sta nel raccontarle disegnarle e farcele vivere come fossero reali, senza impedimenti e senza errori.

Gea è un capolavoro, rappresenta la perfezione del fumetto, il giusto equilibrio fra mondi differenti.

Nel 2005 è uscito un albo che mi son perso in collaborazione con l'università Ca Foscari di Venezia, l'albo si intitola : Nel paese delle differenze.

Gea nel "Paese delle differenze"

Mi sembra un ottima maniera per chiudere questa recensione, il fatto che ci sia ancora un albo non letto mi fa passare un po' la tristezza nel pensare che non potrò fare altro che rileggermi gli albi di Gea che ho conservato.


Porgo i miei saluti e sentiti ringraziamenti a Luca Enoch per aver creato un così bel fumetto.

Grazie.