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Occhi Senza Volto


Regia: Georges Franju


Nel 1983 un biondo vestito da punk e con le labbra sempre digrignate che di nome fa Billy Idol cantava “Eyes Without a Face“. Quel brano aveva qualcosa che mi ipnotizzava e trovavo quel titolo e quel coro che in sottofondo intonava “Les yeux sans visage” poetico e originale.

Anni dopo ho scoperto che per mettere insieme quelle quattro parole, “Eyes without a face“, Billy Idol non aveva avuto un’illuminazione divina ma aveva ripreso il titolo da un film francese del 1960.

Les Yeux Sans Visage” ovvero “Occhi Senza Volto“, è un film di Georges Franju che narra le “gesta” di un chirurgo plastico, il Sig. Génessier (Pierre Brasseur), intento nel ricreare il volto della figlia, rimasta sfigurata in un incidente d’auto, causato proprio da lui.


Il film si apre con uno strano occultamento di cadavere seguito da una conferenza medica in cui il professore illustra ad un gruppo di signore, attempate e impellicciate, le sue nuove scoperte in fatto di innesti di cellule che potrebbero consentire un ringiovanimento della pelle. Siamo all’inizio degli anni ’60, agli albori della chirurgia estetica e di quell’imperativo sociale e culturale che ci vuole sempre giovani e belli. 

Génessier è il chirurgo/demiurgo che simile ad un novello Dottor Frankstein, chiuso nel suo castello dall’atmosfera lugubre e sinistra a cui fa da colonna sonora l’ ululato di alcuni cani, prova a dare vita alla sua creazione. E chi meglio di una cavia senza faccia per testare la sua grandezza, la sua maestria? 

Più che mosso da amore paterno, Génessier vuole ridare una faccia alla figlia per eliminare i propri sensi di colpa e per affermare, con un intervento chirurgico ai limiti della fantascienza (per il periodo), che lui è il Chirurgo estetico con la C maiuscola. Colui che riuscirebbe a trasformare Pippo Franco in Brad Pitt

Ma il Dottore non sarebbe nulla senza la sua fedele aiutante, Louise, la sua Igor in gonnella, colei che recluta belle fanciulle “spontaneamente” disposte a cedere un pezzo del proprio viso.


Questa dolce e devota aiutante ha il volto di Alida Valli, che con il suo sguardo inquietante, ai limiti del satanico e quel portamento fiero, sembra fatta apposta per impersonificare la spalla destra del Demonio. 

Il film, appena uscito, fu massacrato dalla critica che arrivò a definirlo il film più malsano mai visto. Sarà per la scena dell’asportazione della faccia della sfortunata Edna?


Effettivamente, nel periodo in cui imperava Alfred Hitchcock e l’orrore e la violenza non erano mostrati esplicitamente ma solo suggeriti, una scena del genere poteva essere considerata disgustosa e fuori luogo per il pubblico e la critica, anche se il bianco e nero e il sangue evidentemente creato con il pennarello rendono tutto più soft. 

Cosparso di elementi gran guignol, che si avvicinano allo splatter, “Occhi Senza Volto” è diventato un cult del genere horror e l’idea di un trapianto di faccia è stato ripreso successivamente in numerose pellicole, da “Face Off” di John Woo a “La Pelle Che Abito” di Pedro Almodovar, fino a “Il Volto di un’Altra” di Pappi Corsicato. E la maschera completamente bianca che è costretta ad indossare Christine sarà ispirazione per altre maschere più o meno famose della storia del cinema, come quella di Jason in “Venerdì 13“, quella del già citato “La Pelle Che Abito” e anche quella di Edith Scob di “Holy Motors“.

Una pellicola che, per un’epoca in cui si impugnavano le cesoie della censura per molto meno, risultò troppo ardita, troppo oltre le righe e che anche più di mezzo secolo dopo mantiene la sua aurea disturbante. E a noi il distubante piace. Moltissimo. 

Giudizio complessivo: 8
Buona visione,


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Trailer



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