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Uno Scontro Accidentale Sulla Strada Per Andare A Scuola Può Portare Ad Un Bacio? - Kago Shintaro


di Kago Shintaro


Ci voleva il coraggio della Hikari, etichetta della 001 Distribuzioni, per pubblicare (con annesso titolo chilometricamente wertmulleriano) la micidiale antologia del guru Kago Shintaro, quarantacinquenne mangaka giapponese, ad oggi una delle figure più interessanti del panorama fumettistico non solo nipponico.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: chi dal titolo si aspetta l'ennesimo shojo manga per ragazzine in crisi d'astinenza da soap opera adolescenziale, giri al largo, perché col nostro si entra in un mondo agli antipodi. 

Sull'ossatura concettuale di una satira antroposociale che definire cinica è dir poco, l'autore ibrida perfettamente echi surrealisti del tandem Moebius-Jodorowsky migliore, un'estetica splatter che farebbe impallidire l'artaudismo di un Fulci nostrano, la non comune capacità di lavorare in parallelo per sottrazione o saturazione grafico-testuale, richiamando spesso (fatto salvo il tratto non graffiato e l'uso non smodato della china) il Nihei migliore (Blame! in testa).

Il formato short stories, spesso addirittura monopagina, permette poi all'autore di esaltare le sue capacità di sintesi grafico-concettuale. Leggere Kago vuol dire entrare nell'incubo escheriano di un osservatore cinico, patologicamente analitico, che fotografa col grandangolo deformante dell'ironia cinica e del surrealismo narrativo la schizofrenia individuale e collettiva della società contemporanea, il suo nichilismo post-consumista, la sua riduzione quasi bestiale ai bisogni più elementari. La visione del mondo che ne esce fuori è quella di un novello Joker teoretico, che dietro i finti schemi razionali dei rapporti sociali vede l'universo di vera demenza che li alimenta. 

Lettura consigliatissima, con una mano allo stomaco ed una alla coscienza


Ivan Mirenda





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