-->

Curve - Insidie Mortali



Regia: Iain Softley


Ma che cazzo, te lo insegnano fin da piccoli (anzi è la prima cosa che ti insegnano) che non si danno passaggi agli sconosciuti e tu che fai? Infrangi la regola solo perché il belloccio di turno ti aggiusta la macchina, in modo tra l’altro neppure troppo convincente, e poi ti lamenti se diventi la protagonista di questo gioco pericoloso che risponde al nome di Curve? E poi, aggravante della faccenda, questo in macchina manco ci voleva salire, o forse semplicemente sapeva che non volerci salire era il modo migliore alla fine per salirci.


Fatto sta che alla fine il tizio ottiene quello che probabilmente aveva sin da subito desiderato e inizia il viaggio, che si protrae nei dialoghi più inutili sino alla sua fantastica (per tempismo e nonchalance) uscita sul rapporto tra il suo arnese e la bocca di lei; la faccia della ragazza è meravigliosa, e vorrei ben vedere.



E a questo punto ci si inizia ad interrogare su dove il film voglia andare a parare, se si tratterà di un Road Movie sullo stile di The Hitcher oppure, dopo l’incidente in auto, se si indirizzerà verso una sorta di survivor strizzando probabilmente l’occhio a quel Wrecked, di cui ho letto distrattamente la trama prima di scaricarlo, ma che non ancora visto e quindi potrei anche dire una fesseria. Vi sono poi diverse idee e situazioni che rimandano ad altre pellicole più o meno illustri come il chiaro riferimento a Saw quando la sega sembra essere l’unico rimedio valido per poter salvare il salvabile o un’atmosfera alla Frozen che d’accordo non c’entra una mazza con questo film, ma che mi ha ricordato in più di un’occasione per l’impotenza dei malcapitati di turno di sfuggire alla trappola in cui si sono cacciati.


Julianne Hough
Alcune scene risultano riuscite (vedi attacco dei topi con conseguente spiedino che avrebbe sicuramente reso Bear Grylls fiero di lei), altre meno, come per esempio il noioso anche se breve e grottesco interrogatorio sulle prime esibizioni sessuali della ragazza, che nel complesso se la cava piuttosto bene a livello di prova recitativa.

Più passa il tempo poi, più sale anche una discreta tensione (perché a dirla tutta prima non è che se ne avvertisse molta), soprattutto con l’arrivo dell’acqua, che inevitabilmente scatena alcuni episodi forzati che da lì conducono ad finale passabile, ma da cui mi sarei aspettato un po’ di cattiveria in più

Più che sufficiente nel complesso, discreto intrattenimento ma nulla di più.


Giudizio complessivo: 6.5

Buona visione e alla prossima,

Luca Rait




Trailer




Lasciate un commento, oh voi che leggete...
Per non perdervi neanche una recensione, seguiteci qui ;) :