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Whiplash




Regia: Damien Chazelle

Trama iniziale 


È la storia di un'ossessione: diventare il miglior batterista su piazza, e forse anche della storia. Ovvero: come rovinarsi la vita partendo dalle mani. Così il precoce Andrew entrerà nel "conservatorio migliore del paese", sotto l'ala protettiva (ehm) del duro Fletcher. A sentir lui, se molli, vuol dire che non eri portato per quella carriera...

Recensione senza spoiler


Siate avvisati poichè buona parte del vostro giudizio deriverà dalla predisposizione che avete nei confronti del jazz, ma soprattutto dalla qualità del vostro impianto audio. Ci condurrà poi una cinepresa che nei momenti di tensione ci regala primi piani memorabili; deboluccia invece quando deve raccontare scene più tranquille. 

J-K Simmons con questa performance merita senza dubbio alcuno l'Oscar a miglior attore non-protagonista, alquanto insipida invece la prova di Miles Teller tanto da farmi dubitare chi sia il vero perno del film. Infatti non ho gradito del tutto questa importanza che riveste Fletcher, come se conquistare la sua stima volesse dire conquistare quella di tutti gli altri musicisti: mi sembra un sillogismo alquanto forzato. 

Interessanti gli spunti di riflessione che ti sorgono spontaneamente dopo la visione. Da menzionare infine un possibile confronto con il però inarrivabile Il Cigno Nero.

Consigliatissimo agli amanti della buona musica ma non solo; sconsigliato a chi in casa non ha uno stereo da utilizzare per l'occasione 😜

Giudizio complessivo: 7.9
Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly



Trailer



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