Il Teschio Maledetto: Recensione Del Film



Regia: Freddie Francis


E niente, ogni tanto si torna ai primi amori, come la Amicus Film con la stessa nostalgia che ti dà
una polaroid sgranata o un filmino in Super8. E dato che siamo in vena di antichità, eccovelo tiè,
quel bell’oggettino de Il teschio maledetto. Semplice, ma espressivo.

Il collezionista e studioso Christopher Maitland (il nostro Peter Cushing) entra in possesso prima
del libro e poi del cranio del marchese de Sade. Peccato che l’oggettino, vista la fama che aveva da
vivo, sia leggermente nefasto e porti alla morte i suoi proprietari, a partire da chi l’ha dissotterrato
duecento anni prima, fino al ricettatore di Maitland. Riuscirà il buon Cushing a non cadere vittima?

Il primo lungometraggio dell’Amicus, non ad episodi, si basa su un soggettino scritto da Robert
Bloch e tratto dal suo racconto The Skull of Marquis de Sade e sceneggiato da Subtosky, il capoccia
della casa inglese. 

Alla regia di nuovo Francis dopo il buon successo di Le Cinque Chiavi del Terrore e la coppia d’oro Peter Cushing – Christopher Lee, anche se quest’ultimo è in un ruolo minore (e positivo! Miracoli del cinema), dell’amico di Maitaland, tanto che nelle scene di partite a biliardo, i due sembrano gli amici di sempre e non gli attori. Il protagonista è però Peter, in un ruolo ambiguo, in bilico tra possessione ed ossessione, pedina di forze più grandi di lui, un monologo di Amleto al contrario, essere o non essere vittima?


Acquista su Amazon


Il film si porta i suoi anni sul groppone, a partire dai fili che permettono al teschio di svolazzare nel
salotto, le soggettive dalle orbite vuote e certe luci più acide che colorate, ma quello che funziona
ancora sono gli incubi kafkiani di Maitland che sembrano dei mini episodi di Ai confini della realtà
e la lotta finale contro il teschio, tutte parti mute però coinvolgenti e per un horror non è poco.

Anche da morto, l’ombra lunga del Marchese allunga le sua manacce; in Francia il film uscì col
titolo Le Forfaits du marquise de Sade, ma gli eredi s’incazzarono un poco, e fu re intitolato le Cran
Malefique. Ahimè, povero Donatien Alphonse Francois, lo conoscevo bene…


Buona visione,


(Enrico Corso autore dei libri La Scala Di Vetro e Nero Come L'Arancio)



Trailer



Lasciate un commento, oh voi che leggete...
Per non perdervi neanche una recensione, seguiteci qui 😉:

     

Nessun commento:

Posta un commento